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Qual è la situazione in Italia in materia di protezione dei dati sanitari? è stato chiesto al Garante della privacy, Antonello Soro.

«Esistono molti segnali preoccupanti sulle violazioni (e disapplicazioni), colpose o dolose della normativa che protegge i dati sanitari. Nella digitalizzazione della sanità, la frammentazione, la disomogeneità e l’assenza di un piano organico di sicurezza che hanno caratterizzato l’informatizzazione della pubblica amministrazione sono ancora più pericolose che in ogni altro settore. Molte violazioni sono poi frutto di una colpevole violazione delle norme sulla privacy. Siamo già intervenuti più volte in questo settore, in modo deciso».

Che tipo di violazioni avete accertato?

«In alcune regioni il software del dossier sanitario elettronico metteva a disposizione di tutti i medici della Asl (e non solo a quello curante) i dati di tutti i pazienti. Un’altra regione è stata sanzionata per aver pubblicato, sul sito istituzionale, informazioni sensibili su 5mila disabili che avevano usufruito di sussidi per l’acquisto di computer. Iniziativa che ha dato in pasto al mercato nero della sanità digitale una piccola fortuna. Una struttura privata dopo aver fornito prestazioni gratuite nell’ambito di una campagna di prevenzione obbligatoria, le ha poi girate alle case farmaceutiche senza aver chiesto il consenso ai propri pazienti. Per altro verso, abbiamo bloccato la pubblicazione, sui siti di 26 Comuni, dei dati di cittadini per cui si prevedeva il trattamento sanitario obbligatorio, dove venivano messi accanto a nome e cognome anche valutazioni come “persona affetta da pulsioni suicide”».

Le conseguenze dei furti?

«I dati sanitari, se illecitamente trattati o addirittura “rubati”, sono suscettibili di esporre l’interessato a forme di discriminazione pericolose, rese possibili dalla conoscenza degli aspetti più intimi della persona, come quelli “idonei a rivelare lo stato di salute dell’interessato”. La sottrazione o peggio l’alterazione di un dato sanitario, inoltre, rende vulnerabili banche dati essenziali per il governo del nostro Paese, si pensi ai sistemi informativi sanitari delle Asl, delle regioni o del Ministero della Salute che sono indispensabili per la gestione della sanità pubblica. Ma soprattutto, la vulnerabilità del dato sanitario e, quindi, la suscettibilità di alterazione o modificazione di queste informazioni, rischia di determinare errori diagnostici o terapeutici, con conseguenze anche letali per l’interessato e gravi responsabilità per gli stessi operatori sanitari».

Nessuno sa con precisione quanti casi di “data breach” si verifichino in Italia: esiste un obbligo di denuncia?

«Nel settore pubblico e in quello sanitario, le amministrazioni e le strutture sanitarie sono tenute a comunicare al Garante entro 48 ore dalla conoscenza del fatto tutte le violazioni dei dati o gli incidenti informatici che possano avere un impatto significativo sugli interessati. Il mancato o ritardato adempimento nella comunicazione di violazioni di dati personali (data breach) può comportare sanzioni amministrative. Su questo punto l’Italia, grazie ai provvedimenti del Garante, ha anticipato la nuova normativa europea che si muove nello stesso senso per supportare meglio ad affrontare i cambiamenti dell’era digitale. Il nuovo Regolamento europeo, oltre a rafforzare i diritti dei cittadini, offrirà infatti strumenti più concreti ed efficaci per il controllo dei dati personali. Uno di questi è appunto l’introduzione dell’obbligo generale di comunicare eventuali data breach all’Autorità nazionale di protezione dei dati e, nei casi più gravi, a tutte le persone coinvolte, indicando anche le misure adottate per limitare le possibili conseguenze negative».

15-05-2017
20 anni di Privacy in Italia

Per celebrare i 20 anni dall'introduzione nel nostro ordinamento del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali, il Garante per la privacy ha realizzato un video che ripercorre le tappe più significative della sua attività e i cambiamenti intervenuti nella nostra società.   Fonte: Garante Privacy

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05-04-2017
Trump firma la legge: rimosse tutele sulla privacy degli utenti web.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato una legge che elimina le garanzie sulla privacy su internet che aveva introdotto il suo predecessore Barack Obama. La nuova legge permetterà ai provider di vendere i dati degli utenti, come per esempio lo storico delle ricerche e la localizzazione. La norma, approvata dalla maggioranza repubblicana al Congresso la scorsa settimana, revoca le regole che erano state stilate dai democratici in seno alla Commissione federale per...

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03-04-2017
Congresso Usa allenta regole su privacy- dichiarazione di Antonello Soro, Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali

La decisione del congresso statunitense di cancellare la riforma che impone agli internet provider di chiedere il consenso dei diretti interessati prima di diffondere, anche a scopi pubblicitari, i dati personali desta «preoccupazione». Lo afferma il Garante della privacy italiano, Antonello Soro, che prefigura serie ripercussioni sul trattato - rinegoziato con fatica lo scorso anno dopo l’annullamento del precedente (il cosiddetto Safe Harbour, ora ribattezzato Privacy Shield ) da parte della Corte di giustizia europea...

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30-03-2017
Congresso USA cancella le tutele della privacy online

Se la “demolizione” dell’Obamacare non è riuscita all’amministrazione Trump, altri provvedimenti voluti dall’ex presidente Usa stanno invece per essere smantellati. E’ il caso delle norme sulle privacy online approvate durante l'amministrazione Obama, che avrebbero dovuto entrare in vigore dal 4 dicembre 2017. A consentirlo è un progetto di legge, già passato in Senato la scorsa settimana, a cui ora ha dato la luce verde anche il Congresso, con 215 voti a favore e 205 contrari....

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28-03-2017
Privacy e Sanità: Intervista al Garante

Qual è la situazione in Italia in materia di protezione dei dati sanitari? è stato chiesto al Garante della privacy, Antonello Soro. «Esistono molti segnali preoccupanti sulle violazioni (e disapplicazioni), colpose o dolose della normativa che protegge i dati sanitari. Nella digitalizzazione della sanità, la frammentazione, la disomogeneità e l’assenza di un piano organico di sicurezza che hanno caratterizzato l’informatizzazione della pubblica amministrazione sono ancora più pericolose che in ogni altro settore. Molte violazioni sono poi...

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21-03-2017
«Professione hacker» assunti dalle aziende per la difesa dagli attacchi informatici

Tra le professioni in crisi non c’è certo quella degli hacker: oggi sono forse diventati un po’ più “borghesi”, come Raoul Chiesa, il più famoso ex pirata informatico italiano, che fa il consulente insieme ad altri hacker come Carlo De Micheli, con la Società Security Brokers. Una professione in crescita, anche se il termine non va più di moda la sostanza non cambia: servono, e con la diffusione dell’Internet delle cose, la dipendenza non potrà...

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13-03-2017
CORTE DI GIUSTIZIA UE: NO diritto all’oblio per i dati del Registro delle imprese

Non esiste un diritto all'oblio per i dati personali inseriti nel registro delle imprese. Il principio è stato stabilito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea investita della questione dalla Corte di cassazione italiana (causa C-39815), chiamata a sua volta a decidere su una causa che aveva visto contrapposte l'amministratore di una società che si era aggiudicata l'appalto per la realizzazione di un complesso turistico in Italia e la Camera di commercio di legge. Secondo l'imprenditore,...

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09-03-2017
Cybercrime: la Sanità è il settore più colpito nel 2016

Secondo i dati dell’ultimo rapporto Clusit, le tre industrie più colpite al mondo dagli attacchi informatici nel 2016, sono GdO, banche e salute. La sanità ha subito il 102% in più degli assalti rispetto al 2015, la gdo il 70% in più e le banche hanno assistito a un incremento del 64%. Il 2016, secondo gli esperti dell’associazione che studia la sicurezza informatica, è stato un annus horribilis per la cybersecurity. Clusit, che prende in...

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27-02-2017
Clusit: 2016 l’anno peggiore di sempre nella sicurezza informatica

Il 2016 è stato l’anno peggiore di sempre per il cybercrime. A sostenerlo è il Rapporto Clusit (l'associazione italiana per la sicurezza informatica) secondo cui gli attacchi di phishing sono cresciuti del 1166% e la diffusione dei malaware è aumentata del 116%. L’anno scorso gli attacchi hanno preso di mira la sanità (+102%), seguito dalla Gdo (+70%) e il settore Banking e Finance (+64%). Anche la cyberwarfare ha registrato un incremento a tripla cifra, grazie ai...

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24-02-2017
Bankitalia: una impresa su tre è stata colpita da cyber attacchi.

Un'impresa su tre in Italia denuncia di essere stata colpita dagli hacker. A rivelarlo è uno studio della Banca d’Italia sul rischio cibernetico nel settore privato italiano, che si basa sui dati dell’industria e dei servizi non finanziari con 20 dipendenti o più. I risultati sono incisivi: per quanto solo l’1,5 per cento delle imprese non adotti alcuna misura difensiva, il 30,3 per cento – corrispondente al 35,6 per cento degli addetti – dichiara di...

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