«Professione hacker» assunti dalle aziende per la difesa dagli attacchi informatici

Tra le professioni in crisi non c’è certo quella degli hacker: oggi sono forse diventati un po’ più “borghesi”, come Raoul Chiesa, il più famoso ex pirata informatico italiano, che fa il consulente insieme ad altri hacker come Carlo De Micheli, con la Società Security Brokers. Una professione in crescita, anche se il termine non va più di moda la sostanza non cambia: servono, e con la diffusione dell’Internet delle cose, la dipendenza non potrà che aumentare.  In rete esistono anche delle piattaforme specializzate per poterli assumere..anche se non è chiaro per chi lavorino in definitiva.

In Gran Bretagna la sicurezza informatica è un’industria super specializzata da 58 mila posti di lavoro, e l’offerta di lavoro cresce, tanto che da settembre alcune scuole selezionate introdurranno 4 ore settimanali di hacking  per 5.700 ragazzi di 14 anni; si tratta di un test che durerà 5 anni finalizzato proprio a difendere il Paese. Anche in Italia questa offerta non potrà che crescere lo dicono il numero degli attacchi. Solo la rete Telecom subisce migliaia di attacchi ogni anno. I più pericolosi, i cosiddetti Ddos, sono cresciuti del 19% e l’infrastruttura principale di accesso a Internet in Italia è chiaramente un buon parametro di cosa accade anche fuori.  I board delle società ogni tre mesi ricevono un documento secretato sugli attacchi subiti. Certo, sono numeri che non escono quasi mai, se non quando qualche caso filtra nelle maglie della cronaca.

Fonte: pressreader.com