NIS2: cos’è, chi è obbligato e cosa devono fare le aziende dal 31 ottobre 2026

NIS2 cos’è e chi è obbligato: scopri cosa prevede la direttiva per le aziende, quali settori coinvolge e come verificare gli obblighi.

Sommario NIS2 cos’è e chi è obbligato

Direttiva NIS2: cos’è e perché riguarda le Imprese

La direttiva NIS2 (Network and Information Security 2) è la normativa europea che avvalora gli obblighi di cybersecurity per le organizzazioni che operano in settori considerati essenziali o importanti per l’economia e la società. In Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo 138/2024.

Ma la NIS2 cos’è, concretamente, per un’impresa?

Se ancora non si è fatto, rappresenta l’opportunità di adottare misure organizzative e tecniche per prevenire attacchi informatici, proteggere sistemi e dati, gestire gli incidenti e garantire la continuità delle attività.

La normativa introduce un approccio strutturato alla gestione del rischio informatico delle aziende, coinvolgendo anche il management; la cybersecurity non è più soltanto una questione tecnica affidata alla funzione IT, ma una responsabilità che riguarda l’organizzazione nel suo complesso.

Quali aziende devono adeguarsi al NIS2?

Chi è obbligato al NIS2

La normativa riguarda soggetti PUBBLICI e PRIVATI che operano nei settori individuati dal decreto, tra cui:

  • energia
  • trasporti
  • sanità
  • banking
  • infrastrutture digitali
  • servizi ICT
  • specifici comparti manifatturieri

Come capire se la tua azienda rientra nel NIS2

L’obbligo NIS2 non si applica automaticamente a tutte le imprese dei settori interessati.

Per stabilire se un’organizzazione rientra nel perimetro, occorre verificare:

  • Attività svolta e settore di appartenenza
  • Dimensioni dell’organizzazione, in base ai criteri previsti dalla normativa
  • Condizioni ed eccezioni specifiche che possono determinare l’obbligo anche indipendentemente dalle dimensioni aziendali

La NIS2 coinvolge anche la supply chain: le organizzazioni soggette alla normativa devono valutare i rischi legati ai propri fornitori e alla sicurezza dei prodotti e servizi da cui dipendono. Anche le aziende non direttamente obbligate possono quindi essere chiamate a dimostrare adeguati livelli di sicurezza per continuare a lavorare con clienti soggetti alla NIS2. 

I soggetti direttamente interessati sono classificati come essenziali o importanti e la distinzione dipende dai criteri stabiliti dalla normativa. Per determinare se un’impresa rientra effettivamente nel perimetro, non è quindi sufficiente considerare soltanto il settore di appartenenza.

Categoria

Organizzazioni interessate

Cosa comporta

Soggetti essenziali

Imprese che operano nei settori ad alta criticità, come energia, trasporti, sanità e infrastrutture digitali, se ricorrono i requisiti previsti.

Obblighi di gestione del rischio, sicurezza informatica e gestione degli incidenti previsti per la categoria.

Soggetti importanti

Organizzazioni che operano in settori rilevanti, tra cui specifici comparti manifatturieri e servizi ICT, in presenza dei requisiti normativi.

Obblighi di sicurezza e gestione del rischio previsti dalla direttiva NIS2.

Fornitori di soggetti NIS

Imprese che forniscono prodotti o servizi a organizzazioni direttamente soggette alla normativa.

Non diventano automaticamente soggetti NIS, ma sono coinvolti nei requisiti di sicurezza della catena di fornitura e nelle verifiche dei propri clienti.

L’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) è l’autorità competente per l’attuazione della direttiva NIS2 in Italia. Ma come può un’azienda sapere se è obbligata ad adeguarsi?

Il primo passo consiste nel verificare il settore di attività, le dimensioni aziendali e gli eventuali criteri specifici contenuti nel Decreto Legislativo 138/2024. È poi necessario controllare gli adempimenti di registrazione e la propria posizione nell’elenco nazionale dei soggetti NIS attraverso il portale dell’ACN.

La mancata ricezione di una comunicazione non è, da sola, una prova dell’esclusione dalla normativa: le aziende potenzialmente interessate devono verificare se rientrano nel perimetro e se hanno assolto gli adempimenti previsti.

Per approfondire, è disponibile la pagina ufficiale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ACN.

In caso di dubbio, è opportuno effettuare una verifica preventiva con professionisti competenti in materia di compliance e cybersecurity, senza attendere una comunicazione formale per iniziare a valutare i rischi.

Come adeguarsi al NIS2 entro il 31 ottobre 2026

Cosa fare entro la scadenza del NIS2 2026
Cosa fare entro la scadenza del NIS2 2026

Per molte organizzazioni già inserite nell’elenco dei soggetti NIS nel 2025, il 31 ottobre 2026 è il termine per completare l’attuazione delle misure di sicurezza di base previste dalla direttiva NIS2. 

La scadenza effettiva è di 18 mesi dalla ricezione della comunicazione di inserimento nell’elenco inviata dall’ACN: è quindi importante verificare la propria data, senza considerare il 31 ottobre come un termine valido indistintamente per tutti. Per i soggetti inseriti per la prima volta nel 2026, il termine per queste misure è invece fissato al 31 luglio 2027. 

Cosa deve fare concretamente un’azienda per adeguarsi?

NIS2 Misure di sicurezza

Il percorso richiede di passare dalla pianificazione all’effettiva applicazione delle misure previste. In particolare, occorre:

  • Verificare gli obblighi applicabili, consultando la comunicazione dell’ACN e le specifiche di base previste per i soggetti essenziali o importanti.
  • Attuare le misure di sicurezza richieste, intervenendo su gestione dei rischi, accessi, protezione dei sistemi e dei dati, gestione delle vulnerabilità e sicurezza dei fornitori.
  • Definire ruoli e procedure, chiarendo le responsabilità del management e delle funzioni coinvolte, nonché le modalità di gestione e notifica degli incidenti.
  • Verificare la continuità operativa, predisponendo strategie di backup, procedure di ripristino e test per ridurre l’impatto di eventuali attacchi o interruzioni.
  • Raccogliere evidenze dell’attuazione, come procedure approvate, registri, configurazioni, risultati dei test e documentazione degli interventi effettuati. Non basta disporre di policy scritte: le misure devono essere effettivamente applicate e verificabili.

Le specifiche di base sono definite dalla Determinazione ACN n. 379907 del 19 dicembre 2025 e dai relativi allegati tecnici.

Il rispetto delle scadenze e degli obblighi è importante anche in vista delle attività di vigilanza e verifica dell’ACN a partire dal primo novembre 2026. Per questo le aziende devono poter dimostrare non soltanto di aver pianificato gli interventi, ma di averli realizzati e di mantenerli operativi nel tempo.

Quali misure di sicurezza richiede la NIS2

L’adeguamento alla direttiva NIS2 richiede un approccio strutturato alla cybersecurity, che coinvolge diversi ambiti della sicurezza aziendale: 

  • Analisi e gestione dei rischi
  • Sicurezza dei sistemi informativi
  • Controllo degli accessi
  • Gestione delle vulnerabilità
  • Protezione dei dati
  • Risposta agli incidenti informatici
  • Sicurezza della catena di fornitura

Un passaggio fondamentale è conoscere il proprio patrimonio informativo: dove si trovano i dati, quali sono critici, chi può accedervi e quanto sono esposti.

Il Data Security Posture Management (DSPM) permette di supportare questo processo attraverso l’individuazione e la classificazione dei dati, l’analisi delle esposizioni e l’identificazione delle priorità di intervento.

Per approfondire, sul nostro sito leggi “Implementare un DSPM: la roadmap in 90 giorni per la NIS2”.

La conformità, tuttavia, non riguarda soltanto la prevenzione degli attacchi. Le aziende devono anche prepararsi a gestire un incidente, riducendo al minimo le interruzioni e ripristinando tempestivamente sistemi e informazioni.

La continuità operativa è quindi una componente essenziale della resilienza richiesta dalla NIS2.

In questo ambito è importante distinguere due aspetti complementari. La Business Continuity permette di mantenere operative le funzioni aziendali essenziali durante un evento critico; il Disaster Recovery si concentra invece sul ripristino di dati, applicazioni e infrastrutture IT.

Per prepararsi a un’interruzione, le aziende devono definire procedure, responsabilità, obiettivi di ripristino e test periodici, oltre a predisporre strategie di backup adeguate.

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NIS2: come prepararsi con DSS

Affrontare gli obblighi NIS2 significa conoscere i rischi, definire le priorità e adottare misure concrete per proteggere i dati e garantire la continuità operativa.